CARICAMENTO

percorso della religione
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cappella caravaggio

La cappella votiva costruita in località Caravaggio è una delle mete fisse durante le sere del rosario programmate dalla parrocchia di Canzo nel mese di maggio. Al suo interno sono custodite due statue che rappresentano a sinistra l'effige della Madonna, mentre a destra inginocchiata vi è la giovane Giannetta. I documenti del 1400 narrano che il 26 Maggio del 1432 a Caravaggio vi era una giovane di 32 anni intenta a falciare l'erba e pensierosa su come trasportarla alla stalla per i suoi animali, in quel mentre le apparve una giovane donna vestita di azzurro e con un velo bianco sul capo, Le disse di essere la Vergine Maria e che aveva bisogno di molte preghiere. Nel luogo dove avvenne l'apparizione la Madonna, come prova della propria origine divina, fece sgorgare una sorgente d'acqua dal terreno.

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chiesa san francesco

La chiesa, in stile barocco, è parte integrante del complesso conventuale di San Francesco e risale agli ultimi decenni del 1300. Gli altari originali erano tre e dedicati, oltre che alla Vergine Maria, a San Miro e al Corpus Domini. La chiesa in origine dedicata alla Vergine, venne successivamente dedicata a San Miro in virtù dell'affresco sulla volta raffigurante "La gloria dei SS Miro e Francesco". Nel 1722 furono intrapresi lavori di consolidamento dell'abside e del campanile, mentre nel 1748 la struttura fu ampliata con la creazione dei cinque altari oggi visibili. Nel 1839, con il lascito del prevosto don Angelo Sala e con il sostanziale contributo di Giovan Battista Gavazzi, il convento venne trasformato in Ospedale Civile per divenire, dopo la grande guerra, casa di riposo per anziani, funzione che ha mantenuto fino al 1979. Nel frattempo la chiesa assunse la denominazione di San Francesco. Alla fine degli anni 80 del secolo scorso furono intrapresi lavori di restauro che portarono ad un completo rifacimento conservativo della chiesa e dell'annessa struttura, che oggi prosegue la sua funzione spirituale quale Oasi monastica, per volontà della Curia Arcivescovile di Milano.

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lazzaretto

Costruzione esagonale eretta nell'Anno Domini 1630 a memoria dei morti della famosa peste manzoniana. Si trova in posizione defilata rispetto all'abitato, sopra un piccolo promontorio a quota 460 lungo un sentiero che conduce al monte Cornizzolo. La figura principale è quella di San Michele, il santo angelo pesatore delle anime e protettore dei guerrieri Lomgobardi. Tiene tra le mani la “stadera”, caratteristica pesa di ferro a due piatti, ed una spada. L'edificio venne utilizzato nuovamente come Lazzaretto in occasione dell'epidemia di colera del 1836. La cappella ha subito diversi interventi di restauro, uno dei quali nel 1928 grazie all'intervento della famiglia Bonalumi Mosca, garantendone un buono stato di conservazione fino ad oggi. All'interno vi sono altri dipinti graffiti che ricordano le opere temporali di misericordia: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, e seppellire i morti. L'arcangelo Michele è raffigurato nel momento in cui sconfigge il demonio la cui immagine è dipinta ai suoi piedi. L'arcangelo diventa così protettore delle anime defunte ed aiuto ai fedeli per raggiungere la gioia eterna del paradiso.

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eremo di san miro

La costruzione dell'eremo di San Miro Paredi (nato a Canzo nel 1336) fu iniziata, su volere di Francesco Meda molto devoto al Santo, il 6 Settembre 1643 e portata a termine, con il sostegno di tutta la popolazione canzese, nel 1660. La collocazione non è casuale: qui San Miro visse in solitudine, penitenza e preghiera per gran parte della sua vita. La grotta, che attualmente ospita una fontanella con l'acqua che sgorga direttamente dalla roccia e che nella tradizione popolare canzese ha proprietà benefiche, era il luogo in cui Miro si raccoglieva in preghiera. Nella valle della Ravella c'è un grandissimo masso erratico con impressa una figura umana, che la tradizione popolare vuole sia stato il letto del Santo. Annesso alla chiesa sorse subito un piccolo convento che ospitò a lungo due frati, provenienti dal convento situato in paese presso la chiesa di San Francesco. Più volte restaurato e consolidato nel corso dei secoli, l'eremo venne integralmente restrutturato nel 2005; ora la pittoresca chiesetta si presenta con un portichetto che accoglie i viandanti. I locali annessi alla chiesa vengono utilizzati da coloro che, qui nella quiete, vogliono meditare e pregare durante le giornate di ritiro spirituale.

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cappella san rocco

Classica cappella viaria votiva; la bella immagine porta la raffigurazione di San Rocco in abito francescano inginocchiato verso la Vergine Maria per chiedere la grazia della guarigione al povero malato di peste collocato ai suoi piedi. La storia di San Rocco informa che rimasto orfano distribuì i suoi beni ai poveri e partì per Roma. Durante il suo viaggio si imbattè nella peste e si offrì per l'assistenza con guarigioni miracolose. La protezione contro la peste fece di lui uno dei santi più popolari e divenne protettore dei campi, delle bestie, della casa e dei mali alle ginocchia. Ecco perchè nella parte alta di Canzo (Sombico - dal latino luogo posto in alto sommo vico) ha trovato la sua giusta collocazione la bella immagine ottocentesca di San Rocco. La Vergine, assisa tra le nuvole sembra accogliere benevolmente la preghiera del Santo che con la mano indica il malato di peste disteso sopra un giaciglio. San Rocco è raffigurato con i suoi classici attributi, il mantello con la conchiglia del pellegrino, la zucca legata ai fianchi, il bastone da viaggio e il largo cappello abbandonato poco distante. L'unica variante è il saio da francescano con il cordone forse per avvicinare san Rocco alla figura di San Miro, santo particolarmente caro e venerato dai canzesi.

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cappella sant anna

In una posizione privilegiata, un pò discosta dal traffico giornaliero, è posta la suggestiva cappelletta di Sant'Anna con la piccola Maria. In una zona verde e con panchine è un piccolo angolo privilegiato di Canzo dove è possibile sostare e cogliere la bellezza della natura di questo nostro paese, fiore all'occhiello del Triangolo Lariano. La bella edicola votiva dedicata a Sant'Anna ben si inserisce nel contesto abitativo ed è un tangibile segno della devozione popolare. Il culto di Sant'Anna, moglie di San Gioacchino, è diffuso nel mondo cattolico perché come madre della Madonna in lei si rispecchiano anche le altre madri. Anche a lei un angelo avrebbe preannunciato la futura maternità come è narrato nel “protovangelo” apocrifo. Il gruppo scultoreo di Sant'Anna con la Vergine bambina, raffigurato all'interno della cappelletta è l'eloquente espressione di questa fede semplice e popolare. A Sant'Anna è anche dedicata la bella scala in pietra che dalla zona del mercato conduce alla parte alta di Canzo “Sombico”. Ai piedi della scalinata è presente una cappella votiva con la raffigurazione della Vergine Immacolata in un dipinto di espressione popolare.

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cappella madonna di lourdes

La grotta della Beata Vergine Maria realizzata a Canzo ripropone le caratteristiche della grotta posta nella località francese di Lourdes nel cui territorio nel 1858 alla giovane Bernadette Soubirous, contadina del luogo, apparve per ben 18 volte una ”bella signora“ in una grotta. La donna era vestita di bianco, una cintura blu e una rosa gialla ai suoi piedi. Questa immagine della Vergine, con queste caratteristiche è poi entrata nell'iconografia classica. Nel luogo indicato da Bernadette venne poi riposta una statua e intorno alla grotta delle apparizioni si è sviluppato un importante santuario. Per ricordare questa prodigiosa apparizione a Lourdes della Madonna in molte località, come anche a Canzo, sono state costruite delle riproduzioni della grotta di Lourdes con l'immagine di Maria e della giovane Bernadette. Un segno tangibile della devozione alla Vergine.

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cappella del rosario

L'opera è un classico trittico, ovvero un insieme di tre figure che rappresentano il simbolo dell'aiuto e della protezione. L'autore è il pittore canzese Peppino Testa che negli anni 1970 raffigurò questa narrazione per la cappelletta, recentemente restrutturata dal figlio, anch'egli pittore, Roberto. La figura più imponente è quella centrale con la delicata figura di Maria che accoglie l'umanità intera tra le sue braccia materne, a destra la bella figura di San Miro con il suo bastone da viaggio e vestito con il saio francescano mentre, inginocchiato sul suo mantello, attraversa le due sponde del lago giungendo incolume a Sorico dove concluderà la sua vita terrena e verrà sepolto nel santuario dove ancor oggi i fedeli accorrono per chiedere la pioggia nei momenti di siccità. L'ultima figura a sinistra celebra l'immagine dell'angelo custode, ed in particolare è raffigurato l'arcangelo Raffaele che avrà il compito di aiutare e proteggere il giovane Tobia lungo il suo cammino. Durante il viaggio Raffele indicò a Tobia la strada più sicura e lo salvò più di una volta senza mai rivelarsi come angelo, se non alla fine del suo percorso. E' la cappelletta dell'aiuto e della protezione per chi si trova nelle avverse difficoltà della vita quotidiana.

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chiesa santo stefano

L'edificazione della Chiesa iniziò nel maggio del 1728 ad opera di Francesco Sormani, sul luogo di una precedente costruzione datata fine 1300, già dedicata a Santo Stefano Protomartire, e terminò nel 1751. Consacrata dal Cardinal Bonomelli nel 1752 venne denominata, per la sua magnificenza, Basilica. La basilica attuale, in classico stile barocco, consta di un'unica navata e contiene quattro altari laterali e l'altare maggiore. Le statue marmoree ospitate negli altari laterali, datate 1760, sono opera dello scultore Elia Buzzi, mentre il crocefisso ligneo del '500 fu donato alla Basilica dalla famiglia Tentorio nel 1779. La maggior parte degli affreschi sono opera del pittore Albertella. L'organo, datato 1828, appartiene alla rinomata bottega dei fratelli Serassi di Bergamo. L'alto campanile angolare, sulla destra della facciata, con tetto in bronzo è stato realizzato su progetto del 1818 dell'architetto Bovara. Nel 1907 la facciata viene ornata con le statue di S. Stefano e S. Miro. In data 21 aprile 1899 La Basilica è stata eretta Prepositura, col titolo di Basilica Prepositurale Plebana, da papa Leone XIII, il quale concesse, non ad personam sed pro tempore, al parroco il Titolo di Prevosto.